Torino è una delle città più belle, riconoscibili e identitarie d’Europa. Ma oggi dobbiamo avere il coraggio di dirlo: troppo spesso Torino appare come una città che rischia di abituarsi al degrado. Strade dissestate. Marciapiedi non sicuri. Aree verdi poco curate. Graffiti vandalici. Rifiuti abbandonati. Immobili vuoti e spazi pubblici lasciati all’incuria.
Non è solo una percezione. Per me paga la politica delle politiche cose.
Nelle più recenti classifiche nazionali sulla qualità della vita, il territorio torinese scivola fino al 98° posto su 107 per reati e sicurezza e al 101° posto per giustizia e sicurezza nelle principali indagini nazionali. Sul fronte ambientale e dei servizi urbani, Torino resta lontana dalle città leader europee, mentre Legambiente continua a segnalare criticità croniche delle grandi aree urbane del Nord, soprattutto per qualità dell’aria, congestione e pressione urbana. Il degrado urbano non è un problema estetico. Il degrado urbano è il primo segnale che lo spazio pubblico sta arretrando. E quando arretra lo spazio pubblico, avanzano illegalità, isolamento sociale, svalutazione immobiliare, paura.
Ma il mondo ci dimostra che cambiare è possibile. Bilbao, un tempo segnata da aree industriali dismesse, inquinamento e quartieri degradati, ha trasformato il proprio waterfront e interi quartieri popolari in spazi pubblici di qualità, cultura, servizi e nuova impresa. Rotterdam ha affrontato degrado, criminalità e abbandono urbano quartiere per quartiere, unendo sicurezza, manutenzione continua, housing e investimenti privati. Negli Stati Uniti, Cincinnati ha trasformato Over-the-Rhine, uno dei quartieri più difficili del Paese, riducendo la criminalità di oltre il 60% e riportando giovani famiglie, commercio e qualità urbana. Pittsburgh ha rigenerato ex quartieri operai e aree industriali trasformandoli in comunità vive, sicure, attrattive.
Queste città non hanno nascosto il degrado. L’hanno affrontato. Torino deve fare la stessa scelta.
La mia proposta è chiara:
Più manutenzione quotidiana, non manutenzione straordinaria quando ormai è troppo tardi.
Più illuminazione intelligente, videosorveglianza e presidio urbano.
Più tolleranza zero contro vandalismo, occupazioni abusive, discariche illegali e danneggiamento dello spazio pubblico.
Più incentivi a chi recupera immobili sfitti e spazi abbandonati.
Più cura di piazze, mercati, parchi, marciapiedi, quartieri periferici e assi commerciali.
Più collaborazione con commercianti, residenti, associazioni e comitati di quartiere.
Perché il decoro urbano non è un dettaglio. È il biglietto da visita di una città. È sicurezza. È valore economico. È identità. È rispetto per chi vive Torino ogni giorno. Torino non deve imparare a convivere con il degrado. Torino deve tornare a pretendere bellezza, ordine e orgoglio.
