Torino è una città compatta, industriale, europea. Eppure oggi muoversi a Torino sta diventando sempre più difficile. Secondo il TomTom Traffic Index, per percorrere appena 10 chilometri in città servono in media quasi 29 minuti. Significa oltre 100 ore all’anno perse nel traffico per migliaia di lavoratori, professionisti, famiglie, artigiani, commercianti. Ma non è tutto. Solo tra ZTL e corsie preferenziali, in pochi mesi a Torino sono state elevate oltre 58.000 sanzioni. Un numero enorme, che racconta certamente un problema di rispetto delle regole, ma anche un sistema viabilistico che troppo spesso genera confusione, conflitto e frustrazione.
Nel frattempo Torino continua a convivere con livelli di inquinamento tra i più critici d’Italia, con quartieri periferici ancora poco collegati tra loro e con troppi spostamenti che obbligano a due, tre cambi o rendono ancora l’automobile l’unica alternativa realmente competitiva. Questa situazione non è inevitabile. Nel mondo, città industriali molto simili a Torino hanno scelto di cambiare.
Lione ha ridotto in vent’anni il peso dell’auto privata investendo su tram veloci, parcheggi di interscambio e collegamenti diretti con le periferie. Bilbao ha costruito una rete integrata di metropolitana, tram e mobilità urbana che oggi garantisce a oltre il 90% dei cittadini un trasporto pubblico ad alta accessibilità. Negli Stati Uniti, Pittsburgh, città industriale per storia e dimensione molto vicina a Torino, ha ridotto fino al 25% i tempi di percorrenza nei principali corridoi urbani grazie a semafori intelligenti, trasporto rapido e nuovi nodi di interscambio.
Queste città non hanno dichiarato guerra all’automobile. Hanno semplicemente reso più facile muoversi. Torino deve fare la stessa scelta.
Più metropolitana. Più tram veloci e protetti. Più collegamenti diretti tra periferie come Barriera di Milano, Aurora, Lucento, Mirafiori, Falchera e il resto della città. Più parcheggi di interscambio alle porte di Torino. Più semafori intelligenti e gestione digitale del traffico. Più segnaletica chiara, meno trappole burocratiche.
Perché una città moderna non è quella dove si perde tempo. Non è quella dove si fanno più multe. Non è quella dove muoversi diventa un problema.
Una città moderna è quella dove cittadini, lavoratori, famiglie, imprese e mezzi pubblici riescono finalmente a muoversi meglio, respirare meglio, vivere meglio.
